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VERBANIA - 12-10-2022 -- Mancavano due giorni alla fine dell’anno, di quel 2020 di pandemia che ancora lasciava il segno tra chiusure e restrizioni. I carabinieri di Stresa, in servizio di controllo sul territorio anche per il rispetto delle norme anti-Covid, raggiunsero un locale di Suna di fronte al quale si trovava un 45enne verbanese, conosciuto per i numerosi precedenti penali che ha alle spalle. Alla loro vista, l’uomo esplose verbalmente la sua rabbia nei confronti del sistema: “Qual è il reato, perché prendo una pizza prosciutto e funghi? La pizzeria è aperta: chiama Conte e digli di non rompere più i coglioni” - disse iniziando un crescendo di insulti e minacce, anche pesanti. “Ti scanno, ti mangio il sangue, pezzo di m…” - aggiunse con una serie di improperi e invitandolo ad andare sul lungolago, dove l’avrebbe massacrato di botte.

Finita la sfuriata e sanzionato per le violazioni alle norme anti-Covid, il 45enne fu denunciato per oltraggio a pubblico ufficiale e minaccia aggravata, reati per i quali il Tribunale di Verbania l’ha condannato, in un processo per rito abbreviato, a 8 mesi per il solo oltraggio, convertiti in 16 mesi di libertà vigilata. Al carabinieri andranno 2.000 euro di risarcimento e le spese legali.

 


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