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erminio ferrari tre

CANNOBIO - 14-10-2020 -- “Tradito” dalla montagna,

da quel luogo che tanto amava e frequentava, che lo ispirava e del quale scriveva e raccontava. Un luogo diventato in pochi attimi teatro di una tragedia, capolinea della sua esistenza. Incredulità e sgomento accompagnano la morte di Erminio Ferrari. Sessantuno anni, cannobiese, giornalista, scrittore e alpinista, ha perso la vita stamane lungo il sentiero che porta al pizzo Marona, una delle principali vette della Val Grande meridionale. Stava effettuando un’escursione insieme alla figlia quando, in un punto ripido e impervio, ha messo un piede in fallo ed è precipitato nel vuoto. Immediato l’intervento del 118 e del Soccorso alpino. Non c’è stato nulla da fare e per i volontari del Soccorso alpino c’è stata anche la tragica scoperta che la vittima era uno di loro. Ferrari, infatti, era un membro del corpo, volontario della stazione di Cannobio della X delegazione.

Del resto la montagna ha scandito la sua esistenza, soprattutto quella di scrittore. I suoi libri hanno sempre raccontato le ostiche vallate del Verbano e della Val Grande, e le storie delle loro genti. Scrivere è sempre stata la sua professione. Da giovane aveva iniziato la carriera di giornalista all’Eco di Locarno. Poi è passato a La Regione, di cui era tuttora responsabile della redazione Esteri.

 


 

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