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STRESA – 12.08.2019 – Quarto e penultimo

appuntamento al Regina Palace di Stresa per i libri finalisti dell’edizione 2019 del Premio Stresa di narrativa. Stasera a presentare la propria opera sarà presente Francesco Longo, che ha firmato “Molto mossi gli altri mari” (editore Bollati Boringhieri). Di seguito ne presentiamo una recensione.

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L’età dell’adolescenza rappresenta quel periodo della vita in cui le emozioni non si esprimono con le parole e le parole non corrispondono alle intenzioni. Intrappolati nel desiderio di conquista i ragazzi e le ragazze si incontrano, si bramano ma non riescono a manifestarsi con azioni chiare e dirette.

Nel romanzo “Molto mossi gli altri mari”, la baia di Santa Virginia è una località di villeggiatura

immaginaria del centro Italia che durante l’estate si anima di famiglie romane che trascorrono con i loro figli le vacanze in questo luogo paradisiaco. Silvia e Micol sono due adolescenti che si contendono l’amicizia di Michele, un residente che vive due vite diverse, una d’estate sulla spiaggia tra le onde spumeggianti cavalcate da surfisti e l’altra d ’inverno, in casa al riparo dalla pioggia autunnale che anticipa le gelate pungenti della stagione più fredda dell’anno. Guido è il ragazzo più attraente del gruppo, il Cicogna è il più sapiente, Margherita è la più atletica e tutti insieme trascorrono delle indimenticabili giornate che negli anni diventano ricordi irrinunciabili, soprattutto per Michele che vive aspettando l’estate e l’arrivo di Micol.

Michele porta gli occhiali che aggiungono alla sua timidezza un tocco di affidabilità che fa breccia sulle due amiche. Entrambe si confidano, condividono insieme a lui il loro stile di vita ma guardano gli altri ragazzi per scambiare i loro primi baci. Michele è un ragazzo introverso, malinconico, un sognatore che trascorre il tempo ad esplorare il cielo con il suo cannocchiale aspettando, di anno in anno, il momento giusto per dichiarare il suo amore a Micol.

Dopo alcune estati passate con gli inseparabili amici, a vedere sorgere l’alba, a scaldarsi alla luce dei falò, a tuffarsi fra le onde increspate, Michele si accorge che il legame con Micol viene spezzato dalla presenza di Luca. Durante l’inverno attende invano il ritorno della bella stagione ma passano due anni prima che Micol torni a Santa Virginia in compagnia di Andrea, il suo ragazzo di città.

Il passare degli anni sta spostando gli orizzonti di questi amici per il “surf” che non si ritrovano più tutti insieme come quando erano adolescenti; solo Michele sembra rimanere lo stesso di sempre.

Il nonno paterno di Michele aveva avviato a Karachaganak un’attività di giacimenti petroliferi ed era tra coloro che credevano nella presenza di un mostro marino dormiente nei fondali di Acqua Madre.

Il“Vento di Santa Virginia” è il giornale che Michele produce e distribuisce agli abitanti locali; le sue pagine trattano la cronaca di Acqua Madre, si interessano di archeologia del passato e del rilevamento di presenze misteriose sulla costa. Il nonno di Guido parla spesso del nonno di Michele quando porta con se i ragazzi a pescare. Guido, quando è solo, è un ragazzo diverso da quello che vuole fare colpo con le ragazze. Andare a casa di Guido è come conquistarsi la miglior vista sulla baia e le serate si animano di spensieratezza; le sfide a ping pong e i pomeriggi nei giardini delle case di Silvia e di Micol rafforzano la loro amicizia anche se, ogni anno che passa, il tempo dell’estate si fa sempre più breve. L’attesa della mareggiata che chiude la bella stagione è l’appuntamento con cui i villeggianti e i residenti di Santa Virginia concludono le vacanze ed ogni anno lo scambio dei saluti della partenza sono l’anelito che annuncia un arrivederci incerto. Provato da questo ripetuto abbandono, che si verifica ogni fine estate, Michele intreccia molte relazioni che finiscono sul nascere quando non rimangono impresse come Lorena; solo con Teresa, una ragazza di Santa Virginia, con cui prepara l’esame di maturità, instaura un legame duraturo che però non riesce ad estinguere quel sentimento che lo incatena a Micol.

Dopo cinque lunghe estati Guido e Silvia, che erano diventati una coppia fissa, si lasciano, Micol si sposa e sarà proprio questa notizia a porre la parola fine al sogno d’amore adolescenziale di Michele.

Il romanzo di avventura di Francesco Longo raccoglie in uno scrigno letterario un’infinità di particolari riferiti ai cambiamenti di comportamento, durante l’età evolutiva dei personaggi che negli anni spostano la loro rotta d’approdo per tardare il sopraggiungere dell’età adulta.

Dalla terrazza del Mariner, sul promontorio di Santa Virginia, si sente il mare che ulula e la pioggia che ristagna, il presagio di una tragedia. Per anni la comitiva dei ragazzi romani si ritrovava sulla spiaggia ad aspettare la tempesta tropicale; la Grande mareggiata da Sud rientra sempre prima di manifestarsi sulla costa ma questa volta il bollettino del 1° settembre invita a non mettersi in viaggio e aspettare nelle proprie case il passaggio dell’uragano. Valentina arriva con la sua Jeep da Michele, il Cicogna prende le biciclette mentre Guido, con la ragazza conosciuta a Biarritz, si accodano al gruppo di spericolati diretti sulla spiaggia con le tavole da surf. Sono gli anni della sfrontatezza e il richiamo di Micol a non fare stupidaggini non ferma questa bravata collettiva e tutti si lanciano tra le onde ma Guido non torna più indietro lasciando in lacrime Silvia e Michele.

Monica Pontet*

* Docente, scrittrice e pubblicista

 

 

 

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