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VERBANIA – 16.03.2019 – Ai due operatori

del centro di accoglienza di Arizzano che gli annunciarono il diniego dello status di rifugiato, rispose dando in escandescenze. Gridò, afferrò un tubo di ferro, danneggiò i mobili dell’ufficio rompendo una vetrata e, in un secondo tempo, sempre reggendo in mano quell’arma impropria, li minacciò costringendoli a far intervenire le forze dell’ordine. È per questo episodio, accaduto il 16 gennaio 2017, che un richiedente asilo del Senegal è stato processato e condannato dal Tribunale di Verbania. Due le accuse che gli venivano contestate: minaccia aggravata e danneggiamento. Dalla seconda è stato assolto. Per la prima, nonostante la remissione della querela e le dichiarazioni di uno degli operatori che ha “minimizzato” –così ha detto il pm Anna Maria Rossi, che ha chiesto la condanna a 7 mesi– il fatto e le minacce subite, il giudice Rosa Maria Fornelli ne ha riconosciuto la colpevolezza condannandolo a 3 mesi con i benefici di legge della sospensione condizionale della pena e della non menzione.

 

 

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