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VERBANIA – 15.03.2019 – L’auto procedeva

a velocità moderata e il basso sole invernale abbagliava. Anche se non imprudenti, i comportamenti tenuti dall’automobilista non poterono evitare l’incidente stradale che il 27 novembre del 2016 portò al decesso del 76enne pensionato di Gravellona Toce Angelo Frigatti. L’anziano morì in ospedale poche ore dopo essere stato investito nel centro di Gravellona Toce. Attorno alle 11 di domenica stava attraversando corso Sempione sulle strisce pedonali nella zona di piazza Vittorio Veneto. Il veicolo condotto da un 52enne che viaggiava in direzione Ornavasso-Gravellona l’urtò lateralmente. L’anziano fu colpito alla gamba, venne caricato sul cofano, sbatté il capo contro il parabrezza per poi essere sbalzato avanti. Soccorso immediatamente da alcuni passanti e poi dall’ambulanza del 118, arrivò in condizioni gravissime all’ospedale “Castelli” di Pallanza, dove spirò in giornata.

Per quell’incidente l’automobilista è a processo al Tribunale di Verbania con l’accusa di omicidio stradale. Assistito dall’avvocato Christian Ferretti ha scelto il dibattimento, trovando come parti civili due nipoti di Frigatti (gli altri parenti sono già stati risarciti dall’assicurazione), costitute con gli avvocati Massimo Giro e Massimo Vairetti. Nella prima udienza, ieri, gli agenti della Polstrada intervenuti hanno ricostruito l’incidente, confermando che l’auto viaggiava entro il limite dei 50 chilometri orari. Le cause cliniche della morte sono state spiegate dal medico legale Carola Vanoli. Il processo è stato aggiornato al 10 giugno per esaurire i testi del pm e delle parti civili; e al 15 luglio per discussione e sentenza. Per allora la compagnia assicurativa, che è responsabile civile ed è costituita con l’avvocato Giovanni Aquino, potrebbe aver liquidato anche le restanti parti civili.

 

 

 

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