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a26 gen

VERBANIA – 13.02.2019 – La strada non era pericolosa

e Autostrade non ha responsabilità nell’incidente mortale. È un’assoluzione piena, peraltro chiesta anche dal pm Laura Carrera, quella che il giudice Rosa Maria Fornelli ha letto oggi nel processo che vedeva imputato di omicidio colposo il manager di Autostrade per l’Italia Riccardo Rigacci. Il direttore del 1° tronco della società che ha in carico anche l’A26 era chiamato a rispondere della morte di Marta Magistrini, architetto di 45 anni che il 20 aprile del 2013 perse la vita nei tornanti di via degli Scalpellini, lungo la discesa che dall’uscita dell’autostrada conduce alla statale 33. In quella mattina di sabato la donna, che guidava una Fiat Panda ed era diretta a Verbania per una riunione dell’Abio (l’associazione Bambini in ospedale, di cui era presidente) sbandò e si scontrò frontalmente con il furgone di un artigiano che, salendo, se la vide finire addosso. Nei giorni successivi, raccolte anche le segnalazioni di altri incidenti avvenuti in periodi precedenti, la Procura iniziò a valutare l’ipotesi secondo cui il sinistro fu causato dalla strada, dalle sue condizioni in un giorno di pioggia (come il 20 aprile) e dallo stato di degrado dell’asfalto. Questi sono gli elementi che hanno indotto la Procura a chiedere il rinvio a giudizio del manager di Autostrade ma che, anche alla luce delle relazioni dei periti e dell’esito del dibattimento, hanno portato il pm a propendere per l’assoluzione. Già in indagini erano emerse criticità – ha detto la rappresentante dell’accusa – poi confermate nel dibattimento e l’azione penale era stata esercitata, anche su pressione delle parti offese, per indurre Autostrade a risarcire.

Le relazioni tecniche hanno convinto l’accusa dell’estraneità del manager. La difesa ha sostenuto che il sinistro sia da attribuire a una manovra errata dell’automobilista e non a una perdita di aderenza del veicolo –peraltro, come confermato dall’artigiano che guidava il camion, in quell’esatto momento aveva smesso di piovere– e, quindi, alle condizioni della strada.

Il giudice Fornelli, dopo una breve camera di consiglio, ha accolto le richieste e mandato assolto il dirigente.

 

 

 

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