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VERBANIA – 13.02.2019 – Nessun patteggiamento

ma una richiesta di condanna a otto anni. Si deciderà il 7 marzo la sorte di Omar Piccoli, il 24enne cusiano accusato di omicidio preterintenzionale per aver provocato la morte del prozio Marino Gallarotti. Il fatto risale al pomeriggio del 10 maggio scorso quando, nella piazza di Nonio, il 76enne uscì di casa per tentare di placare il nipote, intento a litigare con l’ex fidanzata (per questo e altri episodi di stalking è stato condannato in primo grado a un anno e dieci mesi). Si frappose con lo scopo di fare da paciere, ma ricevette dal pronipote un pugno al collo, che ne provocò la caduta. Nel piombare a terra il pensionato batté violentemente il capo, perdendo i sensi e procurandosi un trauma cerebrale molto grave in seguito al quale fu ricoverato per tre mesi e mezzo alla clinica “Maugeri” di Veruno, dove il decesso sopraggiunse il 28 settembre.

Le perizie mediche riconducono la causa della morte dell’anziano al trauma, come conseguenza della caduta e per questo il sostituto procuratore verbanese Gianluca Periani ne ha chiesto il giudizio immediato per il reato di omicidio preterintenzionale. Difeso dall’avvocato Gabriele Pipicelli, Piccoli ha chiesto il giudizio con rito abbreviato, non senza aver provato a patteggiare. L’ultima istanza della difesa ha incontrato l’opposizione nel pm e, così, il gup Ceriotti ha dato modo alle parti (la moglie e la figlia di Gallarotti hanno scelto di non costituirsi parti civili ritenendo che non esista una cifra che possa restituire loro il marito e il padre) di presentare le proprie conclusioni. Il pm Periani ha chiesto la condanna a 8 anni. La difesa il minimo della pena, l’esclusione delle aggravanti contestate –recidiva e futili motivi– e la concessione delle attenuanti generiche. Il gup ha aggiornato il processo al 7 marzo per le repliche e la sentenza.

 

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