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due diligence

VERBANIA – 23.12.2018 – (s.p.) Un disavanzo

di quasi 33 milioni di euro. È questa la cifra che più balza all’occhio tra quelle contenute nella relazione con cui la Delfino & partners di Alessandria ha concluso la ricognizione economico-finanziaria dei conti della Provincia chiesta dal neopresidente Arturo Lincio all’atto dell’insediamento. Gli esiti della due diligence voluta dal centrodestra sono stati illustrati venerdì dal presidente e dai suoi consiglieri di maggioranza in una conferenza stampa convocata al Tecnoparco, che ha certificato la situazione drammatica dei conti del Vco. Lo studio Delfino ha calcolato un disavanzo di competenza di circa 32.650.000 euro, segnalando che le criticità di cassa diventeranno ancora più pesanti con il 2019, anno in cui l’anticipazione di tesoreria sarà di soli 5.351.514,38, cifra che non pareggia lo scoperto e mette a rischio anche gli stipendi dei dipendenti. Da qui, come ha detto il vicepresidente Luigi Spadone, la necessità di trovare entro fine anno 4 milioni d euro.

Giandomenico Albertella, consigliere delegato all’Edilizia scolastica, ha sottolineato come l’ente non è in grado di sostenere neanche le spese per il riscaldamento nelle scuole o di interventi, anche minimi, per la sicurezza delle aule. Da questa situazione generale l’attuale Amministrazione provinciale ha mosso i primi passi che si sono concretizzati con l’incontro a Roma in cui Lincio ha richiesto la possibilità di far esercitare un potere sostitutivo allo Stato sulla Regione, cercando contestualmente di comprendere la situazione del ricorso al Tar avviato dalla precedente Amministrazione.

Una nota positiva arriva dalle strade. Il consigliere Rino Porini ha annunciato di poter avviare un articolato programma di lavori sulle strade per un totale di circa 12 milioni che si andranno a suddividere in diverse aree del Vco: dalle Quarne, alla Valstrona, dal tratto Trasquera-Varzo-Gebbo alla galleria della Verta di Omegna. Lo sgombero neve è assicurato per il 2019 e si sta predisponendo anche un appalto triennale. Resta il problema della gestione ordinaria dell’ente, in quanto l’impossibilità di far fronte agli stipendi dei dipendenti porterebbe di fatto alle procedure di dissesto economico-finanziario.

 

 

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